Prende forma il progetto annunciato durante Aperidee

“Dieci giovani artisti italiani, in gran parte provenienti dalla Toscana, saranno protagonisti di un periodo di residenza a Casole nei prossimi mesi, entro la fine del 2025”. Era il 29 maggio scorso e, durante i nostri assaggi di futuro a Casole d’Elsa, l’Assessore al Bilancio Valentina Ciolfi e la Coordinatrice della Fondazione Musei Senesi Carolina Taddei anticipavano la primizia. Non fu solo “effetto-annuncio”, almeno non in questo caso: in una fresca serata di inizio settembre, proprio nella piazza antistante il Museo della Collegiata di Casole, ha preso ufficialmente il via “Riti in cerchio di una tribù ambulante”, la residenza artistica resa possibile nell’ambito di VIS-À-VIS, il progetto di dialogo tra la produzione artistica di giovani creativi e le collezioni presenti nei Musei del territorio senese.

Per sette giorni, una giovane quanto variegata tribù di allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna frequenta e vive a pieni polmoni la realtà di questo suggestivo “paese ad arte”. L’iniziativa, resa possibile dalla collaborazione con il Comune di Casole d’Elsa e il Museo Civico Archeologico e della Collegiata all’interno del bando regionale “Toscana in Contemporanea”, è pensata come un cammino collettivo, non solo in senso ideale. Domani, 4 settembre, gli artisti e chi vorrà unirsi a loro condivideranno un’esperienza di passeggiata: ogni partecipante porterà con sé un libro significativo e amato. Più avanti, sabato 6, la chiusura del cerchio: le artiste e gli artisti presenteranno al pubblico l’esito della residenza in forma di progetto corale e multimediale.

Il tutto, come accennato, ha preso il via ieri in piazza a Casole, con una serata condivisa – manco a dirlo – in cerchio, ed un gustoso aperitivo preparato dalle ragazze del Barroccio di Casole, proprio come accadde il 29 maggio a fine Aperidee. Ah giusto, oltre al Sindaco e ad alcuni abitanti, a seguire della residenza c’eravamo anche noi; e nei dintorni, c’erano bambini che giocavano a nascondino, stranieri che si attardavano a cena nei locali del borgo, una luna quasi piena che rendeva la notte di Casole già magica. “Sarebbe bello comunicare le storie degli artisti-ambassador di questi luoghi” aveva detto Carolina Taddei a maggio: e forse le prove sono già iniziate…
